Metrica greca e latina - Spondaico (esametro)

L'aggettivo spondaico (da spondeo, il piede costituito da due sillabe lunghe), è utilizzato in particolare per definire un esametro dattilico caratterizzato dalla presenza di uno spondeo in 5a sede.

L'uso di un aggettivo specifico per definire l'esametro che presenta uno spondeo anziché un dattilo in 5a sede dipende dal fatto che questo tipo di esametro è usato molto raramente dai poeti antichi. Evidentemente il penultimo piede dell'esametro, vicino alla conclusione del verso, era sentito come ritmicamente caratterizzante. Visto che il ritmo fondamentale è di tipo dattilico, in questa sede la sostituzione del dattilo con lo spondeo è tendenzialmente evitata e si limita normalmente alle situazioni determinate da necessità metrica o dalla ricerca di un particolare effetto ritmico suggerito dal testo (onomatopea).

Si tenga presente che teoricamente ben 32 dei 64 possibili schemi dell'esametro presentano lo spondeo in 5a sede. Ma nonostante ciò la frequenza degli esametri di questo tipo è ben al di sotto del 50%: per esempio la media è inferiore al 5% in Omero, ma scende fino a meno dell'1% nei poeti della letteratura latina (a parte il caso del tutto eccezionale del carme LXIV di Catullo, dove la media è del 7.3%).

Esempio:

♫ quaē căpŭt ā caēlī rĕgĭōnĭbŭs ōstēndēbāt(Lucr. De R. N. I 64)